Laudetur Iesus Christus, cari amici.
Mentre il mondo spalanca fogne morali come lo scandalo Epstein, la Chiesa ci invita a scoperchiare un forziere ben diverso: quello dei sacramenti e dei sacramentali, tesori di grazia che oggi più che mai dobbiamo riscoprire e custodire.
Viviamo in un tempo in cui la vita cristiana viene svuotata, appiattita, resa inconsistente. Si perde il senso del sacro, si perde la consapevolezza della grazia, si perde perfino la distinzione tra ciò che Cristo ha istituito e ciò che la Chiesa, nella sua sapienza, ha posto come aiuto quotidiano per i fedeli. Eppure, proprio in questo momento drammatico, questi strumenti spirituali diventano l’unica vera difesa contro il marciume che avanza.
I sacramenti sono segni efficaci della grazia: agiscono ex opere operato, indipendentemente dalle disposizioni di chi li riceve, perché la loro forza deriva da Cristo stesso. Sono l’azione diretta di Dio sull’anima. I sacramentali, invece, agiscono in virtù della preghiera della Chiesa e della fede di chi li usa: benedizioni, acqua benedetta, olio esorcizzato, candele, rosari, campane, pane benedetto, segno della croce. Un arsenale spirituale che la Chiesa ha sempre messo a disposizione dei suoi figli, ma che oggi viene dimenticato, trascurato, quasi nascosto.
Eppure questi strumenti hanno una potenza straordinaria. Preparano l’anima a ricevere la grazia, santificano le circostanze della vita, riconsacrano ciò che il mondo dissacra. Una casa benedetta, un rosario benedetto, una candela accesa nella fede, un segno di croce fatto con consapevolezza: tutto questo, quando nasce da un rapporto vivo con Dio e non da un uso meccanico degli oggetti, diventa davvero un argine contro il male, una protezione per le famiglie, una luce nelle tenebre. I sacramentali non sono amuleti, ma gesti e segni che aprono alla grazia, se vissuti nella fede e non nella superstizione.
Gli esorcismi stessi – affidati solo a sacerdoti autorizzati – ricordano che la Chiesa combatte, che la battaglia è reale, che il demonio agisce e che Dio dona strumenti concreti per resistere. Ma senza consapevolezza, senza fede, senza adesione personale, questi tesori restano chiusi, inutilizzati, come un forziere dimenticato.
Cari amici, questo patrimonio non è un retaggio folkloristico: è un’arma per il nostro tempo. In un mondo sempre più scristianizzato, aggressivo, manipolato, abbiamo il dovere di riaprire questo scrigno di grazie. Più cresce la nostra fede, più cresce l’efficacia dei sacramentali. Più li usiamo con consapevolezza, più diventano forza, protezione, luce.
Siamo nell’ultima battaglia, e non possiamo affrontarla disarmati. Riscopriamo ciò che la Chiesa ci ha consegnato. Riconsacriamo la nostra vita, le nostre case, le nostre famiglie. Attribuiamo di nuovo a ogni gesto il suo significato profondo. E allora, con la grazia di Dio, ritroveremo quella gioia, quella forza, quella pace che il mondo non può dare.
(immagine in evidenza: Mercoledì delle Ceneri, acquerello di Julian Fałat, 1881, da Wikipedia)
