Ricapitolare tutto in Cristo: orientarsi nella tempesta che avanza

autore: Pierluigi Bianchi Cagliesi
pubblicato il: 1 Aprile 2026

Laudetur Iesus Christus, cari amici.

Desidero offrirvi una riflessione che ritengo urgente: ricapitolare tutto in Cristo. Significa rimettere ordine, restituire alle cose il loro vero significato, leggere gli eventi con lucidità soprannaturale. Perché il momento che viviamo è grave, e i momenti gravi richiedono consapevolezza, discernimento e decisione.

Il quadro internazionale si aggrava di giorno in giorno. L’attacco americano‑israeliano all’Iran ha aperto un fronte dagli esiti imprevedibili: escalation improvvise, crisi energetiche, impennate dei prezzi, interruzioni delle filiere alimentari, instabilità sociale e criminalità crescente. Gli esperti avvertono che tra fine aprile e inizio maggio potremmo assistere a un picco di crisi senza precedenti. E quando la tempesta si avvicina, occorre prepararsi.

Ci sono scelte che non possiamo più rimandare. In tempi critici non si fanno viaggi inutili, non si cercano avventure, non si espongono le proprie famiglie a rischi evitabili. Si resta fermi, si agisce vicino, si controllano gli spostamenti. È la logica dell’emergenza: si fanno solo le cose necessarie, si eliminano le zavorre. Madre Teresa lo ricordava con una semplicità disarmante: «Ciò che non mi serve mi appesantisce». E come nelle antiche tempeste in mare, quando la nave rischiava di affondare, si gettava il carico a mare per salvarsi.

Così dobbiamo fare anche noi: liberarci del superfluo, rinunciare a ciò che non serve, concentrare energie e risorse su ciò che è veramente utile. Le idee buone, i progetti che aiutano le persone, le iniziative che sostengono chi soffre: queste vanno portate avanti. Tutto ciò che appartiene al puro divertimento, al superfluo, al futile, va lasciato cadere.

Poi arriva il momento decisivo: la tempesta vera e propria. Sant’Ignazio, nel discernimento degli spiriti, ci insegna che quando la tempesta è in corso non si cambia rotta, non si improvvisa, non si lanciano nuove iniziative. Si sta fermi. Si consolidano le posizioni. Ci si aiuta vicendevolmente. Si attende che passi. È il tempo della fedeltà, non dell’attivismo.

E mentre attendiamo, ricordiamo che Cristo governa la tempesta. Egli permette che crollino le false sicurezze, che si sgretoli la torre di Babele moderna, che il gigante dai piedi d’argilla cada rovinosamente. Tutto ciò che è inutile lo perderemo; tutto ciò che è utile — e che abbiamo trascurato — lo recupereremo, se saremo rimasti fedeli.

L’azione di Dio è già iniziata. È in corso la grande restaurazione della società e della civiltà cristiana. Presto vedremo il dispiegarsi della potenza divina, l’intervento dei Santi Angeli, il sostegno della Santissima Vergine. A noi è chiesto di rimanere saldi, di ricapitolare tutto nel Sacratissimo Cuore di Gesù e nel Cuore Immacolato di Maria, affidandoci a San Giuseppe e ai nostri Angeli custodi.

Siamo testimoni di un momento unico nella storia: il crollo dell’ordine mondano e l’alba del Regno di Maria. È un dono immenso essere qui, oggi, a vedere ciò che generazioni hanno atteso.

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