Ci sono grazie che, se perdute, non tornano più. È un pensiero che attraversa la Scrittura e la tradizione spirituale, e che Sant’Agostino sintetizzava con parole incisive: “Temo il Signore che passa e che non ritorna”. La grazia di Dio si offre nel momento presente, e proprio lì chiede di essere accolta. Non sappiamo se tornerà, né se ci sarà concessa una seconda occasione.
Il Signore passa lungo le nostre vie, nella nostra vita quotidiana, e ci ispira ciò che dovremmo fare: nelle grandi scelte che orientano l’esistenza, ma anche nelle piccole azioni di ogni giorno. Corrispondere alla grazia significa cercare di fare la cosa più perfetta, anche se non è facile. È un esercizio continuo, che dura tutta la vita, e che ci mette di fronte alle nostre debolezze e cadute. Ma proprio queste cadute, permesse da Dio, ci aiutano a restare umili, a non inorgoglirci, a riconoscere la nostra miseria.
San Giovanni Calabria ricordava: “Bassi, bassi”, invitando a restare nella propria “tanetta e busetta”, cioè nella propria piccola condizione, per non montare in superbia. L’umiltà è la chiave per accogliere la grazia.
Il problema diventa serio quando si tratta delle scelte fondamentali della vita: la vocazione, lo stato di vita, le decisioni che cambiano il corso dell’esistenza. Non corrispondere alla grazia di Dio in quei momenti può portare a conseguenze gravi, persino catastrofiche. Eppure, la misericordia divina non ci abbandona: se sbagliamo la strada principale, il Signore ci offre un percorso alternativo. È come un navigatore che, quando sbagliamo itinerario, ricalcola la rotta. Ma il piano B è più faticoso del piano A, e se perdiamo anche quello, il cammino diventa ancora più difficile.
Nelle scelte quotidiane accade lo stesso. Dio ci pone davanti richieste di carità, occasioni di bene, piccoli sacrifici. Possiamo accettarli o rifiutarli. Se li accettiamo, riceviamo una grazia particolare che ci rafforza e ci rende capaci di portare pesi sempre maggiori. I santi, infatti, sono caricati di croci più grandi perché hanno spalle robuste. Chi invece rifiuta sistematicamente il peso, cercando una vita tranquilla, alla fine si trova schiacciato dalle croci inevitabili che arrivano per tutti.
La nostra esistenza è un continuo discernimento. Siamo come uno scanner che deve osservare ciò che la Provvidenza ci mette davanti. Ogni giorno riceviamo richieste di aiuto, occasioni di bene, possibilità di corrispondere alla grazia. Non dobbiamo lasciarle passare invano. Perché il Signore passa, ma non sempre ritorna. E le grazie perdute, davvero, non tornano più.
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