Il silenzio di Dio prima del crollo

autore: Pierluigi Bianchi Cagliesi
pubblicato il: 18 Dicembre 2025

Laudetur Jesus Christus.

Viviamo un tempo drammatico, il più grave che la storia dell’umanità abbia conosciuto: più di 70 milioni di aborti indotti all’anno nel mondo, oltre 100 conflitti armati, tensioni geopolitiche crescenti, eutanasia in aumento a doppia cifra, instabilità familiare diffusa, individualismo e solitudine crescenti, apostasia in divenire, violenza in aumento tra una gioventù sempre meno numerosa e sempre più fragile… e la lista potrebbe continuare. Tuttavia, le apparenze sembrano rassicuranti: tutto pare reggersi, tutto continua nella massima tranquillità. Ma con gli occhi dello Spirito vediamo la fase terminale di un processo ormai degenerato, il crollo imminente della nuova torre di Babele, costruita contro Dio e destinata a frantumarsi.

E allora sorge la domanda che molti si pongono: perché Dio non interviene? Perché lascia che il male sembri trionfare, che le forze oscure dominino, che i fedeli soffrano e si consumino nell’attesa? La risposta non è nell’indifferenza, ma nella sapienza divina. Dio non è assente: Egli attende. Attende perché vuole che i suoi fedeli siano portati al massimo livello di santità, come Giobbe, come i martiri. Non si tratta di un ritardo, ma di un disegno: la santificazione perfetta prima della trasformazione del mondo.

Il Signore, diversamente da noi, conosce le tappe, e ogni passo è orientato alla salvezza del maggior numero di anime. La sua pazienza è pedagogia: ci educa a resistere, a non disperarci, a confidare solo in Lui. Quando la barca sembrava affondare e Gesù dormiva, non era indifferenza: era prova di fede. Poi si destò, calmò i flutti, rimproverò chi aveva vacillato. Così accadrà anche oggi.

Il silenzio di Dio è dunque un silenzio fecondo: è il tempo in cui la fede si purifica, la volontà si rafforza, l’intelligenza si affina. È il tempo in cui i sentimenti vacillano, ma, se c’è la preghiera e se lasciamo uno spazio aperto a Dio nella nostra vita, la fiducia si radica. È il tempo in cui i fedeli vengono elevati a un eroismo spirituale che li rende degni di vedere ciò che nemmeno possono immaginare: la nascita di un mondo nuovo, un’anticipazione di paradiso.

Il crollo della torre di Babele è già iniziato. Le strutture del male, corrose come un tavolo dalle tarme, si polverizzeranno all’improvviso. E chi avrà perseverato, chi avrà resistito senza cedere alla disperazione, vedrà la rinascita. Vedrà la misericordia di Dio irrompere come aurora dopo la notte, trasformando la storia in un itinerario di resurrezione.

Ecco perché Dio non interviene subito: perché vuole che la nostra santità sia portata al culmine, che la nostra fede sia purificata, che la nostra perseveranza sia premiata. È un’attesa che prepara la gloria, non un’assenza. È il silenzio che precede la parola definitiva, il buio che precede l’alba, la prova che precede la vittoria.

Cari amici, restiamo fermi, resistiamo, confidiamo! Il nostro è il martirio della fedeltà, quello di cui parlava San Gregorio Magno: spirituale, silenzioso, eroico. Ma il Signore non è lontano: Egli attende il momento stabilito per manifestare la sua potenza. E chi avrà perseverato sarà accomunato ai martiri, ammesso alla gloria, partecipe della rinascita che segnerà l’inizio di un mondo nuovo.