Laudetur Iesus Christus.
Il mondo che abbiamo davanti agli occhi sta mostrando, finalmente, ciò che per anni è rimasto nascosto sotto la superficie: una realtà decomposta, corrosa da scandali, corruzione, tradimenti, menzogne, un mondo che ha costruito la propria forza apparente su strutture marce, su poteri che sembravano indistruttibili e che invece oggi cominciano a franare come un Titanic che affonda lentamente, ma inesorabilmente. È il processo naturale di dissoluzione di tutto ciò che non è fondato sulla verità, e che deve scomparire per lasciare spazio alle realtà nuove che la Provvidenza sta preparando per la restaurazione futura.
Gli scandali che emergono in questi mesi sono il segno evidente di questa decomposizione. Le vicende che stanno per travolgere Zelensky e il suo entourage, con una corruzione che supera ogni immaginazione; la parabola del primo ministro spagnolo Sánchez, impegnato a distorcere morale e cristianesimo nella cattolicissima Spagna; il crollo di Starmer, che ha devastato la Gran Bretagna difendendo la criminalità islamica contro i diritti dei cittadini inglesi; le derive del Canada, dove l’anticristianesimo è diventato programma politico. Tutto questo non è un insieme di episodi isolati: è la manifestazione di un sistema che si sgretola.
In Italia, la nota di Maurizio Belpietro su La Verità di oggi ha colto perfettamente il punto: la stagione dei grandi comizi televisivi, dei processi pubblici costruiti in studio, dei giornalisti d’assalto che per anni hanno linciato persone e idee, sta finendo. Il caso Ranucci, accostato da Belpietro a Santoro, è emblematico: due figure simbolo di un giornalismo militante che oggi si ritrovano a fare i conti con un mondo che non li applaude più, con un pubblico che non crede più alle loro narrazioni, con una realtà che li supera e li smaschera.
Belpietro ricorda la massima di Pietro Nenni: “Piazze piene, urne vuote.” E soprattutto quella più tagliente: “A fare i puri si trova sempre uno più puro che ti epura.” È la sintesi perfetta del destino di coloro che hanno costruito la propria carriera sulla presunta superiorità morale, sulla saccenteria, sulla pretesa di dettare la linea etica agli altri mentre nascondevano i propri scandali. Oggi quella stagione tramonta, e tramonta con un rumore sordo, come il cedimento di una nave che si spezza.
Le risatine che per anni hanno ammorbato il dibattito pubblico si stanno spegnendo. L’ostentazione di sicurezza di certi personaggi appare sempre più forzata, mentre negli occhi si intravede un’ombra nuova: la consapevolezza che la fine è vicina, che la protezione di cui godevano non esiste più, che la verità sta avanzando come un’onda che non si può fermare. È l’inizio del crollo, e noi preghiamo il Signore, Dio degli eserciti, di accelerare questo processo, perché solo dalla caduta di ciò che è falso può nascere ciò che è vero.
La grande epopea della ricostruzione è alle porte. Nuove forze, nuove realtà, nuove figure sorgeranno per iniziare il lavoro immenso della restaurazione cristiana. Beati coloro che resteranno fermi nelle loro posizioni, nonostante croci, sofferenze, umiliazioni, emarginazioni, disprezzo. Beati coloro che non cederanno al compromesso, che non si lasceranno sedurre dal mondo, che resteranno fedeli alla verità anche quando tutto sembra perduto.
San Gregorio Magno ricordava che le grazie rifiutate dai molti vengono riversate sui pochi che restano fedeli. È ciò che accadrà: una pioggia di grazie, una ricompensa inimmaginabile, come quella che il Signore riservò a Giobbe dopo la prova. Il Titanic del mondo moderno affonda, ma la verità si fa strada. E chi rimane saldo vedrà sorgere la nuova aurora.
immagine in evidenza: Joker interpretato da Joaquin Phoenix, da Wired Italia
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