Prepariamoci a cambiamenti repentini

autore: Pierluigi Bianchi Cagliesi
pubblicato il: 22 Gennaio 2026
categoria: Attualità | Geopolitica

Laudetur Iesus Christus.

Gli eventi che stiamo vivendo mostrano con chiarezza che stiamo entrando in una fase di cambiamenti repentini, improvvisi, difficili perfino da immaginare. Gli scenari mutano con una velocità che lascia sgomenti: provocazioni, interventi militari, colpi di forza che scuotono intere nazioni e innescano reazioni a catena. Ciò che oggi appare regionale, domani può diventare globale.

La storia ci insegna che i grandi sconvolgimenti iniziano sempre in sordina. Nessuno, nel 1938, comprese che l’annessione dell’Austria era l’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Così oggi molti non colgono la portata dell’operazione americana in Venezuela: il prelievo di un presidente in carica, portato via con la forza, è un atto di una gravità inaudita. E non meno grave è il sequestro di due petroliere russe in acque internazionali, un gesto che sfida apertamente Mosca e che rivela un confronto diretto tra potenze nucleari.

Gli Stati Uniti, minacciati dalla dedollarizzazione, da un debito fuori controllo e dalla perdita di influenza globale, cercano di riaffermare la propria supremazia attraverso la sola leva che ancora controllano: la forza militare. Ma questa strategia, sempre più aggressiva, rischia di innescare un’escalation incontrollabile. Un blocco navale globale – ipotesi che alcuni analisti ritengono possibile – strangolerebbe Russia e Cina, paralizzerebbe il commercio mondiale e ci proietterebbe immediatamente verso un conflitto planetario.

Intanto l’Iran brucia. Le proteste, alimentate da attori esterni, potrebbero diventare il pretesto per un intervento diretto. La Groenlandia, il Venezuela, i traffici marittimi, il Medio Oriente: tutto si muove, tutto si agita, tutto sembra convergere verso un punto di rottura. Osservatori come Tucker Carlson avvertono che le prossime settimane potrebbero determinare le sorti del XXI secolo. Non sono parole leggere: l’aumento colossale del budget del Pentagono, del resto, parla da sé. È il bilancio di un Paese che si prepara a una guerra mondiale.

E l’Europa? Divisa, confusa, trascinata da potenze che la usano come pedina. Chi sceglierà lo scontro frontale con la Russia andrà incontro alla rovina; chi cercherà equilibrio e neutralità forse eviterà il peggio. Ma il tempo delle mezze misure sta finendo.

Il mercato finanziario, termometro economico degli equilibri geopolitici, conferma l’instabilità dello scenario geopolitico globale: le quotazioni dell’oro, bene rifugio per eccellenza, battono record su record da mesi, chiaro segnale di un atteggiamento di messa ai ripari preventiva a parte di banche e Stati suffragato a sua volta dalle quotazioni dell’argento – considerato dalla finanza come il “canarino nella miniera” come si usava dire – che in un anno ha quasi triplicato il proprio valore. Come affermava Hemingway, la bancarotta arriva prima gradualmente, con piccoli segnali, per poi capitare “suddenly“, improvvisamente. Ecco: i segnali attorno a noi ci dicono che ora siamo nel suddenly.

Cari amici, siamo davvero in un passaggio decisivo. I potenti stanno ridisegnando il mondo, ma non saranno loro ad avere l’ultima parola. Nel caos che si prepara, la Provvidenza opera come grande regista della storia. Sorgeranno figure nuove, santi e leader autentici, capaci di guidare la ricostruzione quando l’attuale torre di Babele crollerà sotto il peso della sua stessa arroganza.

Prepariamoci dunque a cambiamenti repentini, ma senza paura. Perché da questa turbolenza nascerà, con la forza della grazia, la rinascita della civiltà cristiana e il trionfo del Cuore Immacolato di Maria.