L’importanza di riscoprire la bellezza

autore: Pierluigi Bianchi Cagliesi
pubblicato il: 27 Settembre 2025
categoria: Cultura | Vivere la fede

Un cammino cristiano per restaurare il mondo attraverso l’educazione al bello

Riscoprire la bellezza è oggi un’urgenza spirituale e culturale. Viviamo in un tempo in cui l’orrore e la bruttezza sembrano dominare ogni ambito della vita: dall’arte all’architettura, dalla musica al linguaggio, persino nelle chiese e nei luoghi pubblici. Il degrado estetico è diventato una predica silenziosa che lavora nelle anime, influenzando comportamenti, pensieri e desideri. Eppure, la bellezza è una via privilegiata per ritrovare Dio, per educare al bene, per ricostruire un mondo più umano e cristiano.

San Francesco d’Assisi, il santo italiano per eccellenza, ci ha insegnato che la santità passa anche attraverso la povertà e l’umiltà, virtù che contrastano i difetti peggiori della nostra cultura: la furbizia, il comodo, l’interesse personale. Ma accanto a queste virtù, c’è un’altra via da riscoprire: la via pulchritudinis, la via della bellezza. Una bellezza che non è solo estetica, ma spirituale, morale, relazionale. Una bellezza che parte dalle anime, dalle famiglie, dalle case, dai gesti quotidiani. Perché se il mondo è bello, è anche buono. E se è buono, non può non essere bello.

Riscoprire la bellezza significa restaurare ciò che è stato deturpato: il linguaggio, i comportamenti, le relazioni, l’educazione. Implica combattere la volgarità, la superficialità, l’imbarbarimento. Si traduce in parole gentili, gesti cortesi, abiti dignitosi, ambienti armoniosi. Ogni azione, anche impercettibile, può diventare seme di bellezza. E questo lavoro tendenziale, come lo definiva Plinio Corrêa de Oliveira, è una risposta concreta al degrado spirituale e culturale del nostro tempo.

Per trasmettere la bellezza, però, non basta affermare il vero: occorre la mitezza, che è la forma più alta dell’umiltà. Perché la bellezza si comunica con delicatezza, non con la pretesa di possedere la verità, ma con la gioia di offrirla come dono. Solo così può diventare feconda, capace di toccare il cuore e trasformare le relazioni.

In questo cammino, le realtà culturali cristiane hanno un ruolo decisivo. Sono chiamate a trasmettere la bellezza attraverso l’educazione, l’arte, la testimonianza. Non basta custodire la verità: bisogna anche seminare bellezza. Perché la bellezza riedifica il mondo, prepara il terreno al trionfo del Cuore Immacolato di Maria, e ci avvicina alla verità che è Dio stesso — bellezza infinita.

Riscoprire la bellezza, dunque, non è un lusso né un esercizio estetico. È una missione. È un atto di responsabilità. È un sacrificio quotidiano che ci educa al bene, ci orienta verso l’alto, ci prepara a un mondo nuovo. E ogni gesto, ogni parola, ogni scelta può diventare parte di questo meraviglioso itinerario di restaurazione.

Laudetur Jesus Christus.