Starmer fine viaggio: storia di una catastrofe

autore: Pierluigi Bianchi Cagliesi
pubblicato il: 23 Giugno 2026

Laudetur Iesus Christus.

La fine del governo di Keir Starmer, dimessosi il 22 giugno dopo appena ventitré mesi al potere, segna uno dei momenti più cupi della storia recente del Regno Unito. Un Paese che eravamo abituati a considerare come la patria della democrazia, della stabilità, dell’equilibrio istituzionale, quasi un mito occidentale al pari degli Stati Uniti, e che invece si è ritrovato travolto da una gestione politica che ha prodotto una catastrofe di proporzioni difficilmente immaginabili. L’uscita di scena di Starmer, pietosa e inevitabile, porta un sollievo comprensibile, anche se non bisogna farsi illusioni: chi verrà dopo seguirà probabilmente la stessa linea, forse con effetti meno devastanti nell’immediato, ma pur sempre dentro la stessa deriva culturale e politica che ha condotto il Paese britannico sull’orlo del collasso.

Gli ultimi mesi sono stati un susseguirsi di sconfitte elettorali locali, dimissioni improvvise — prima il Ministro della Difesa, poi quello delle Forze Armate — e scandali a catena, tra cui quello clamoroso di Peter Mandelson coinvolto nei file Epstein, mentre nelle piazze esplodevano proteste che sono rapidamente degenerate in rivolte vere e proprie contro l’immigrazione selvaggia e contro un governo percepito come ostile ai suoi stessi cittadini. A tutto questo si è aggiunta una deriva antidemocratica sempre più evidente, che ha trasformato la Gran Bretagna in un paese dove la persecuzione giudiziaria dell’opinione è diventata prassi quotidiana: sotto Starmer la media degli arresti per reati legati alla comunicazione online ha raggiunto i trenta al giorno, con dodicimila persone fermate ogni anno per ciò che hanno scritto sui social e circa mille condannate.

Il caso di Lucy Connolly, madre di famiglia con un marito gravemente malato, arrestata e condannata a due mesi di carcere per un commento su X poi rimosso, giudicato razzista, è diventato il simbolo di un sistema impazzito, capace di colpire i propri cittadini mentre chiude gli occhi di fronte ai crimini degli stranieri. Emblematico anche l’episodio del giovane moribondo accoltellato da un extracomunitario: la polizia, credendo alla versione dell’aggressore che lo accusava di aver pronunciato frasi razziste, ha arrestato la vittima, che poco dopo è morta. È il frutto di una polizia sottoposta a continui corsi di rieducazione ideologica, dove il rispetto delle minoranze diventa un dogma che annulla la realtà.

Questa gestione ha prodotto una frattura profonda nel tessuto sociale britannico, una persecuzione aperta contro i cittadini autoctoni che, all’atto pratico, non hanno più il diritto nemmeno di denunciare l’evidenza dei fatti, in un clima di decadenza che ha investito persino il settore accademico. E ciò che accade in Gran Bretagna non è isolato: la stessa onda attraversa l’Europa, amplificata dai cocci dell’Unione Europea, dalla signora von der Leyen, da una Francia alla vigilia della sua fine politica, da una Germania guidata da un cancelliere che non rappresenta più nessuno e che continua ostinatamente a correre verso il muro della follia.

Intanto la guerra si avvicina, le provocazioni contro la Russia aumentano, l’Ucraina tenta di trascinare la Bielorussia nel conflitto, e Mosca sembra ormai decisa a chiudere definitivamente i conti con un’Europa con cui non esiste più alcun dialogo possibile.

In questo scenario di autodisfacimento, dove tutto sembra precipitare, resta tuttavia l’orizzonte della Provvidenza, che continua a dispiegare la sua azione in mezzo alle macerie, lasciando emergere isole di luce, figure e realtà che ancora indicano la rotta a chi vuole trovare la strada giusta. Il Signore non abbandona mai il suo popolo: anche nei tempi più oscuri suscita strumenti, persone, testimonianze che difendono la verità. La nostra adesione alla volontà di Dio deve diventare più radicale, più coerente, più salda, fondata sulla devozione alla Santissima Vergine Maria, che è il nostro rifugio sicuro nel tempo della tempesta. Giunge il Regno di Maria, giunge il trionfo del Cuore Immacolato: beati coloro che sapranno restare dentro questo baluardo inviolabile, l’unico luogo dove il demonio non può entrare.

immagine in evidenza da The Telegraph

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