Laudetur Iesus Christus, cari amici.
In questi giorni di Quaresima, mentre il mondo per come lo conosciamo si avvicina ai suoi sussulti finali, siamo chiamati a riflettere su una verità che non può più essere elusa: non esiste una zona neutrale. Non esiste uno spazio sicuro in cui attendere, sperando che altri agiscano. Il tempo dell’attesa è finito. Il tempo della decisione è arrivato.
Viviamo immersi in una tempesta che non è solo geopolitica, economica o sociale: è spirituale. È la battaglia escatologica tra la verità e la menzogna, tra la luce e le tenebre. E in questa battaglia, ogni anima è chiamata a scegliere. Il silenzio non è più prudenza: è già una posizione. L’attendismo non è più cautela: è già una scelta.
Monsignor Strickland, in una lettera recente, ha scritto parole che bruciano come fuoco: «Il Signore non ha tracciato la sua linea sulla sabbia, l’ha tracciata nel sangue». Non ha promesso sicurezza, né successo: ha promesso la croce. E ha avvertito i suoi seguaci che la fedeltà avrebbe avuto un costo. Oggi quel costo si presenta davanti a noi, e non possiamo più fingere di non vederlo.
Non esiste una zona neutrale. Chi non prende posizione, chi non rompe con il compromesso, chi non si distacca dalle sicurezze umane, perde le grazie che il Signore sta dischiudendo. Quelle grazie non si disperdono: si riversano su quel piccolo resto fedele, su quelle anime che hanno scelto la verità, che hanno accettato la croce, che hanno detto sì.
Ma queste grazie non sono solo per loro. Sono per tutti. Perché chi combatte per la verità diventa luce. Non solo difensore, ma distributore. Distributore di bene, di forza, di consolazione. Le anime fedeli diventano fari nella notte, punti di riferimento per chi è smarrito, per chi soffre, per chi cerca.
Ecco allora i due pilastri che devono reggere la nostra vita: fermezza nella verità e generosità nell’azione. Più siamo fermi, più possiamo essere generosi; più siamo generosi, più diventiamo capaci di combattere. È la logica del Vangelo: chi perde la propria vita la ritrova. Chi si dona riceve, chi si distacca viene riempito.
San Luigi Maria Grignion de Montfort parlava di anime che si muovono come nubi al soffio dello Spirito Santo. Anime libere, distaccate, pronte a tutto. È questo che il Signore cerca oggi: non anime prudenti, calcolatrici, attendiste, ma anime ardenti, generose, pronte a tutto. Anche all’olocausto della propria vita.
La tempesta è iniziata, il mondo vecchio crolla, la torre di Babele si sgretola. E dalle macerie, si intravede già il castello del Regno di Maria. Un castello che emerge dalla nebbia, come segno del trionfo del Cuore Immacolato. Ma per arrivarci, dobbiamo scegliere. Dobbiamo uscire dalla neutralità. Dobbiamo prendere posizione.
