La pazienza di Putin può essere fraintesa

autore: Pierluigi Bianchi Cagliesi
pubblicato il: 4 Novembre 2025
categoria: Attualità

In questi giorni di tensione crescente, il conflitto tra NATO, Russia e Ucraina si avvicina a una soglia critica. Le provocazioni si moltiplicano, le dichiarazioni si contraddicono, e la pazienza del presidente Putin — che molti considerano strategica — rischia di essere fraintesa. È proprio su questo punto che si concentra la riflessione di oggi.

All’interno della Russia, si sta aprendo una fronda sempre più visibile. Alcuni membri della Duma e ambienti militari iniziano a criticare l’attendismo del presidente, interpretandolo come segno di debolezza. Le linee rosse, più volte dichiarate inviolabili, sono state superate senza una risposta diretta. Eppure, Putin sa bene che reagire significherebbe offrire il pretesto perfetto a chi cerca lo scontro: Ursula von der Leyen, Macron, Merz e gli altri leader europei che, sotto la regia della NATO, sembrano desiderare apertamente una guerra con la Russia.

Questa strategia di provocazione continua punta a ottenere una reazione che giustifichi l’intervento diretto. E mentre la pressione aumenta, Putin si trova stretto tra due fuochi: da un lato, la necessità di evitare l’escalation; dall’altro, le richieste interne di una risposta forte. Secondo il politologo Glenn Diesen, la Russia sta cercando di contenere l’escalation, ma il rischio è che questa moderazione venga letta come cedimento, incoraggiando ulteriori attacchi.

Nel frattempo, la situazione ucraina si aggrava. Le forze armate sono allo stremo, le diserzioni si moltiplicano, e la fiducia nella leadership militare è ai minimi storici. Secondo la Berliner Zeitung, quasi 300.000 soldati ucraini hanno disertato dall’inizio del conflitto. Le promesse di amnistia non hanno funzionato, e la mobilitazione forzata non basta a compensare le perdite. Zelensky, sempre più isolato, sembra puntare tutto sull’autoalimentazione del conflitto, nella speranza di mantenere il potere e trascinare la NATO in uno scontro diretto.

È in questo contesto che la pazienza di Putin può essere fraintesa. Se da un lato essa rappresenta una scelta ponderata per evitare il baratro, dall’altro rischia di essere interpretata come segnale di vulnerabilità. E questo potrebbe portare a una pressione insostenibile, tale da costringerlo a una decisione drastica per preservare l’integrità della Russia e la sua stessa leadership.

Tutto sembra convergere verso uno scontro inevitabile. E mentre l’Europa continua a ignorare i segnali di collasso, la Chiesa stessa vive una crisi profonda, incapace di offrire una luce di verità in mezzo al caos. Ma come sempre, cari amici, mettiamo tutto nelle mani di Dio. È Lui che guida gli eventi, è Lui che conduce la storia verso il trionfo del Cuore Immacolato di Maria. E in questa fiducia, continuiamo a vegliare, a pregare, a sperare.

Immagine in evidenza generata artificialmente a scopo illustrativo. Non rappresenta una persona reale.