La battaglia tendenziale

autore: Pierluigi Bianchi Cagliesi
pubblicato il: 2 Maggio 2026

Laudetur Iesus Christus, cari amici.

Viviamo nel cuore di una battaglia che si svolge non tanto e non solo nei conflitti visibili, dalle tensioni politiche alle crisi che scuotono il mondo, ma soprattutto in una zona più profonda e insidiosa, spirituale, dove si tenta di decostruire l’uomo cristiano per ricostruirlo secondo un modello che non ha più nulla di umano né di divino. È la battaglia tendenziale, quella che non passa più attraverso la ragione, il confronto delle idee, la scelta consapevole, ma agisce lentamente sui comportamenti, sulle abitudini, sui gesti quotidiani che, ripetuti senza riflessione, finiscono per trasformare il modo stesso di pensare.

Un tempo l’uomo valutava ciò che gli veniva proposto, lo esaminava con la ragione, decideva se accoglierlo o respingerlo: in una parola, confrontava gli eventi e le idee al vaglio della realtà. Oggi questo passaggio è stato cancellato. Non si propone più un’idea, si impone un comportamento; non si chiede di riflettere, si invita a imitare; non si educa, si condiziona. E così, senza accorgersene, l’uomo si abitua a vivere secondo impulsi sempre più brutali, sempre più lontani dalla grazia, sempre più vicini a quella dimensione preternaturale che vuole trascinarlo verso il disordine e la confusione.

In questa trasformazione gioca un ruolo decisivo anche la tecnologia, la quale non è più uno strumento neutro a servizio dell’uomo, ma è progressivamente diventata un ambiente che orienta, suggerisce, modella. Internet può essere usato bene e per il bene, certo: pensiamo a quante iniziative buone hanno risonanza grazie al web raggiungendo luoghi e contesti una volta impossibili da raggiungere senza investimenti enormi. Ma molte nuove tecnologie, specialmente legate all’intelligenza artificialw, nascono già impostate per produrre risposte e soluzioni che allontanano dall’ordine cristiano, che normalizzano la trasgressione e dissolvono ogni riferimento alla verità. È un’azione sottile, continua, che mira a rendere l’uomo incapace di resistere, privo di difese spirituali, esposto a ogni influenza.

Per questo, cari amici, chi è ancora consapevole deve compiere un esercizio opposto: agire contra, come insegnava Sant’Ignazio. Decostruire in sé tutto ciò che negli anni si è incrostato, tutto ciò che il mondo moderno ha insinuato nei gusti, nei comportamenti, nei modi di parlare e di vivere. Ricostruire un castello interiore in cui la grazia possa operare, restituendo all’uomo la sua forma autentica – quella dell’uomo cristiano, dell’uomo orientato al bene, al bello, alla verità.

Quando questo lavoro interiore comincia, accade qualcosa di straordinario: l’uomo rinnovato diventa un segno, un anticorpo in mezzo a una società che si disgrega. La sua sola presenza risveglia negli altri quella nostalgia del bene che non è mai del tutto spenta, quella cattedrale interiore che, pur sommersa, attende solo un suono per riemergere. È l’impatto restauratore di cui parlava Plinio Corrêa de Oliveira: l’incontro con un uomo che vive secondo Dio risveglia in chi lo osserva il desiderio di tornare a ciò che è vero.

E così, anche in mezzo al caos, si accende una speranza. Perché ogni uomo che si lascia ricostruire dalla grazia diventa un punto di luce, un richiamo, un inizio di ricostruzione. È da questi uomini che nascerà la civiltà cristiana del futuro, quella che il Cuore Immacolato di Maria ha promesso e che già oggi, nelle anime fedeli, comincia a prendere forma.