L’Italia sta precipitando in una situazione che non può più essere definita semplicemente “difficile”: siamo davanti a una vera emergenza criminale, una degenerazione che non ha precedenti nella storia recente del nostro Paese e che ogni giorno si manifesta con episodi sempre più violenti, sempre più gratuiti, sempre più inquietanti. Una criminalità fuori controllo, spesso di matrice islamica, alimentata da un’immigrazione incontrollata che sta mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini, la stabilità sociale, la serenità delle nostre famiglie.
Gli episodi che si susseguono sono ormai talmente frequenti da togliere il sonno e scioccare l’opinione pubblica. Come quello accaduto pochi giorni fa: un uomo esce la mattina per fare colazione con il padre e, senza alcuna ragione, viene assalito da uno sconosciuto, Lamine Saidilli, ventiduenne gambiano, che lo colpisce con venti fendenti alla testa, al collo, al torace, all’addome, usando un coltello a doppia lama di ventuno centimetri. Un’aggressione bestiale, ripresa dalle telecamere, compiuta senza dire una parola, con il volto coperto da un passamontagna nero. E ancora più agghiacciante è ciò che l’aggressore ha dichiarato: “Mi sono divertito. Appena esco lo rifaccio.” Nessun pentimento, nessuna spiegazione, solo la volontà di reiterare la violenza.
A brevissima distanza, un altro episodio: un ragazzo egiziano di diciannove anni accoltellato in un parco pubblico di Sesto San Giovanni, due fendenti che lo hanno ridotto in prognosi riservata. E questo è il quadro dell’Italia di oggi: se non ti capita la banda di rapinatori, ti capita l’uomo che ti assale per strada senza motivo; se non vieni aggredito fuori casa, rischi di esserlo dentro casa. Accoltellamenti, rapine, furti, minacce, aggressioni: una spirale che non si arresta.
Le forze dell’ordine si trovano spesso impotenti, minacciate, sfidate, ostacolate da un sistema che punisce chi reagisce e lascia liberi i delinquenti. Non parliamo di un Paese dell’America Latina in mano ai narcotrafficanti: parliamo dell’Italia, che era la patria della sicurezza, del diritto, della vita serena. Oggi quella serenità non esiste più.
Il centro-destra al governo, pur non responsabile dell’origine del problema, appare vittima di un sistema ricattatorio che arriva dall’Unione Europea, la stessa che ha spinto la Gran Bretagna verso il baratro, che ha devastato la Spagna, che ha portato la Germania a una crisi di rappresentanza, che sta conducendo la Francia verso una fine ingloriosa. È la stessa logica: mano libera ai criminali, persecuzione dei cittadini autoctoni che osano denunciare ciò che non funziona.
Eppure, esempi di rinascita esistono. Il caso Salvador è emblematico: un Paese che nel 2015 contava 6.656 omicidi, dominato dalle bande criminali, è stato trasformato dal giovane presidente Nayib Bukele nella nazione più sicura dell’America Latina. Una dimostrazione che, quando si vuole ripristinare l’ordine, gli strumenti ci sono. Ma più si aspetta, più si diventa complici della degenerazione.
L’Italia oggi vive una delle stagioni più difficili della sua storia. La criminalità dilaga, la sicurezza è dissolta, la percezione del pericolo cresce, mentre una larga parte della popolazione vive in uno stato di inconsapevolezza, svegliandosi solo quando il dramma la colpisce direttamente. È un torpore pericoloso, frutto di compromessi letali che hanno indebolito anche la vita spirituale del Paese.
Ecco perché, davanti a questa emergenza, non basta l’analisi politica: serve un ritorno radicale alla fede, alla coerenza cristiana, alla consapevolezza che senza Dio non si ricostruisce nulla. Serve l’intervento della Provvidenza, serve la protezione della Madonna del Carmine, serve la forza di chi può mettere a disposizione intelligenza, esperienza e preparazione per un vero piano di risanamento della nostra patria, delle nostre famiglie, della nostra Chiesa.
Che il Signore intervenga presto.
Che la Vergine del Monte Carmelo interceda per l’Italia.
Che il nostro popolo si risvegli dal torpore e torni a essere cristiano, serio, coerente, consapevole.
immagine in evidenza da corrieredellacalabria.it
Questo blog si sostiene con il contributo dei lettori. Se riconosci valore nel nostro impegno, puoi sostenerci con una donazione
